Vicenza, tutto bene grazie alla Polizia

Vicenza (Ansa) – Vincono soprattutto il ministro Amato e le Forze dell’Ordine, per aver predisposto un dispositivo di sicurezza tanto imponente quanto invisibile, che e’ riuscito ad evitare infiltrazioni e allo stesso tempo a non cadere in provocazioni che avrebbero potuto far degenerare la situazione. Ovvia e giustificata, dunque, la soddisfazione del titolare del Viminale, che ha ringraziato sia le forze dell’ordine sia ‘tutti coloro che hanno sfilato pacificamente, contribuendo a sventare il rischio di contaminazioni’ e a ‘isolare’ certi personaggi ‘rendendoli inoffensivi’. Perche’, che il rischio di ‘infiltrazioni fosse concreto’, dice Amato ‘lo dimostra l’ignobile striscione esposto e i cori di uno specifico settore del corteo che e’ stato ben individuato dalle forze dell’ordine’. (…) Un piano di prevenzione senza sbavature. Il questore di Vicenza, Dario Rotondi, lo aveva studiato in ogni minimo dettaglio da giorni assieme ai carabinieri e alla guardia di finanza. La prova del nove era per oggi e i conti sono tornati tutti: solo quattro denunce (ma a Novara) e soprattutto nessun incidente. Una decina le scritte sulle saracinesche di negozi e sui muri, anche quello della Questura. L’ordine, ha confidato un investigatore stamani, era di tenere un profilo basso, presenza si’, ma non ossessiva. Piuttosto discreta. Cosi’ i circa 1.500 uomini sono stati distribuiti lungo il corteo, ma su strade parallele e ad una certa distanza dai manifestanti che seguivano un percorso a cerchio, rasentando le mura esterne della citta’. Mezzi e uomini erano pero’ in tenuta anti sommossa pronti ad intervenire in qualsiasi evenienza. Cinque dirigenti sono stati dislocati nei punti strategici del corteo, in contatto perenne, via radio, con la sala operativa della Questura, motore e regia dei servizi di prevenzione. Qui, in un maxischermo, venivano trasmessi di continuo flash di immagini del corteo attraverso le undici telecamere (piu’ una piazzata su un elicottero della polizia) fisse, sul lento muoversi degli 80 mila arrivati da ogni parte d’Italia (ma non solo) per dire no all’ampliamento della base Usa.
Gia’ alle prime ore di oggi, agenti, carabinieri e finanzieri avevano raggiunto gli obiettivi sensibili (Questura, Prefettura, sede degli industriali, Comune, caserma Ederle, sedi di partiti, abitazione del sindaco…). Altri uomini invece presidiavano la stazione ferroviaria, altri ancora le uscite dei caselli autostradali. La presenza delle forze dell’ordine e’ rimasta visibile fino a poco prima che il corteo si mettesse in cammino, intorno alle 14. Poi d’improvviso jeep, mezzi e uomini sono scomparsi da Campo Marzio, punto di raccolta degli 80 mila.
Per questo evento sono stati rastrellati uomini da questure e caserme anche di altre regioni. All’appello c’erano infatti il reparto mobile di Padova, Bologna, Milano e Firenze, unita’ cinofile, tre elicotteri, agenti di Digos, Squadra Mobile, Polizia scientifica e antisabotaggio per quanto riguarda la polizia. L’Arma invece ha schierato i battaglioni di Milano, Firenze, Mestre e Laivez. I baschi verdi infine per la Guardia di Finanza.
Dalla sala operativa il questore con i suoi collaboratori seguiva passo passo il fiume di giovani, vecchi e bambini. Dalle prime linee i suoi uomini annunciavano solo notizie incoraggianti. Solo a tarda sera Rotondi ha iniziato a rilassarsi: ‘Solo quando mettero’ in liberta’ gli uomini allora potro’ tirare un respiro di sollievo. Ma mi rimane sempre un dubbio: in ordine pubblico non ci si puo’ mai rilassare’.
Anche i complimenti arrivati sul suo cellulare da parte del capo della polizia, Gianni Di Gennaro, non hanno messo Rotondi in uno stato psicologico tranquillo e cosi’ ha dato nuove disposizioni perche’ gli agenti andassero a rifocillarsi, a turni pero’. Perche’ le posizioni non devono essere abbandonate fino a quando non andra’ a casa l’ultimo manifestante. (ANSA). CS/KO 17-FEB-07 21:33

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