41 bis: Sap, grave scadenza termini

(ANSA) – ROMA, 19 FEB – ‘E’ inaudito che si siano lasciati scadere i termini per la detenzione in regime di ‘carcere duro’ per i cinque boss di Cosa Nostra condannati per le stragi in via d’Amelio e via Georgofili’. Lo sostiene il Segretario Generale del Sap Filippo Saltamartini, secondo il quale ‘e’ da episodi come questi che si misura la determinazione per contrastare la mafia’.
‘La giurisdizionalizzazione dell’esecuzione della pena per i mafiosi -spiega- non significa indulgenza cosi’ come spesso avviene a causa della magnificenza dei giudici di sorveglianza.
Bisogna avere rispetto di coloro, magistrati e poliziotti, che nell’adempimento del loro dovere hanno perso tragicamente la vita’.
‘Occorre che le norme che regolano il carcere duro -conclude Saltamartini- siano la sanzione permanente per chi ha ucciso Falcone e Borsellino e per chi non ha mai dato segni di pentimento’.
(ANSA). TAM 19-FEB-07 14:22

 

Apc-MAFIA/SAP: GRAVE SCADENZA ‘CARCERE DURO’ PER RESPONSABILI STRAGI

Per 5 boss accusati stragi via D’Amelio e Georgogili
Roma, 19 feb. (APCom) – “E’inaudito che si siano lasciati scadere i termini per la detenzione in regime di ‘carcere duro’ per i cinque boss di Cosa Nostra condannati per le stragi in via d’Amelio e via Georgofili”. Lo afferma il segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), Filippo Saltamartini.
“E’ da episodi come questi che si misura la determinazione per contrastare la mafia”, aggiunge Saltamartini. “La giurisdizionalizzazione dell’esecuzione della pena per i mafiosi – prosegue – non significa indulgenza così come spesso avviene a causa della magnificenza dei giudici di sorveglianza. Bisogna avere rispetto di coloro, magistrati e poliziotti, che nell’adempimento del loro dovere hanno perso tragicamente la vita”.
“Occorre che le norme che regolano il carcere duro – Conclude Filippo Saltamartini – siano la sanzione permanente per chi ha ucciso Falcone e Borsellino e per chi non ha mai dato segni di pentimento”.
Red/Nes  191418 feb 07

 

MAFIA: SAP, 41 BIS PER CONDANNATI STRAGI SIA PERMANENTE

(AGI) – Roma, 19 feb. – “E’ inaudito che si siano lasciati scadere i termini per la detenzione in regime di ‘carcere duro’ per i cinque boss di Cosa Nostra condannati per le stragi in via d’Amelio e via Georgofili”. Il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia, Filippo Saltamartini, commenta cosi’ la notizia, anticipata dal “Giornale di Sicilia”, della cessazione del 41 bis per Salvatore Biondo, Giuseppe Montalto, Lorenzo Tinnirello, Salvatore Benigno e Cosimo Lo Nigro.
“E’ da episodi come questi che si misura la determinazione per contrastare la mafia – continua il segretario del Sap -. La giurisdizionalizzazione dell’esecuzione della pena per i mafiosi non significa indulgenza cosi’ come spesso avviene a causa della magnificenza dei giudici di sorveglianza. Bisogna avere rispetto di coloro, magistrati e poliziotti, che nell’adempimento del loro dovere hanno perso tragicamente la vita”.
“Occorre che le norme che regolano il carcere duro – conclude Saltamartini – siano la sanzione permanente per chi ha ucciso Falcone e Borsellino e per chi non ha mai dato segni di pentimento”. (AGI) Bas 191509 FEB 07

 

GIUSTIZIA. SCADE IL 41 BIS PER CINQUE BOSS, IL SAP: INAUDITO

CONDANNATI PER STRAGI VIA D’AMELIO E VIA DEI GEORGOFILI
(DIRE) Roma, 19 feb. – Sono scaduti i termini per la detenzione in regime di 41 bis (il carcere duro) per cinque boss mafiosi condannati all’ergastolo: tre per la strage di via D’Amelio, quella in cui morirono Paolo Borsellino e la sua scorta -Salvatore Biondo, Giuseppe Montalto, Lorenzo Tinnirello- e due per le bombe di via dei Georgofili del 1993 a Firenze, Salvatore Benigno e Cosimo Lo Nigro. Lo ha comunicato, secondo quanto riportato dal “Giornale di Sicilia”, il ministero della Giustizia alle Direzioni distrettuali antimafia interessate.
E ora, dopo le critiche dei parenti delle vittime dell’attentato fiorentino, arrivano quelle dei sindacati di polizia: “E’ inaudito che si siano lasciati scadere i termini per la detenzione in regime di ‘carcere duro’ per i cinque boss di Cosa Nostra condannati per le stragi in via d’Amelio e via Georgofili”, commenta il segretario del Sap Filippo Saltamartini, secondo cui “e’ da episodi come questi che si misura la determinazione per contrastare la mafia”.
La “giurisdizionalizzazione dell’esecuzione della pena per i mafiosi”, insiste Saltamartini, “non significa indulgenza cosi’ come spesso avviene a causa della munificenza dei giudici di sorveglianza. Bisogna avere rispetto di coloro, magistrati e poliziotti, che nell’adempimento del loro dovere hanno perso tragicamente la vita”. Insomma, conclude il segretario del Sap, “occorre che le norme che regolano il carcere duro siano la sanzione permanente per chi ha ucciso Falcone e Borsellino e per chi non ha mai dato segni di pentimento”. (Com/Mpa/ Dire) 14:40 19-02-07

 

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